Novità in vista per i proprietari di immobili, e da un certo punto di vista soprattutto per quelli di seconde case? Secondo il testo base di disegno di legge sulla Rigenerazione urbana depositato in Commissione Ambiente del Senato solamente qualche giorno fa, presto si potrebbe da un lato contare su una riduzione di Imu e Tari per tutte quelle case oggetto di opere di rigenerazione urbana; dall’altro si assisterebbe a un incremento progressivo delle aliquote dell’Imu per chi possiede un immobile non utilizzato.

Uno strumento per combattere il degrado urbano

Promuovere la rigenerazione urbana cercando di arginare il più possibile il numero di proprietà degradate: ecco i punti fondamentali sui quali è stato costruito questo nuovo provvedimento.

Ma come funziona, nella pratica? Per prima cosa i Comuni dovranno eseguire approfondite ricognizioni nel territorio di pertinenza, per individuare lo stato urbanistico, sociale e ambientale dei vari immobili, mentre i proprietari che ritengono di possedere i requisiti per poter accedere a tali agevolazioni potranno auto-segnalarsi. A questo punto la pratica passerà al Consiglio comunale che, analizzando la situazione nel dettaglio, dovrà fornire il proprio nulla osta.

Imu e Tari, le esenzioni previste

Gli immobili individuati, sottoposti dunque a opere di rigenerazione, potranno contare sull’esenzione dal pagamento dell’Imu, della Tari e della Tasi. Non solo, il Comune potrà deliberare in maniera autonoma anche una riduzione del 50% sulla tassa relativa all’occupazione del suolo pubblico.

Stando a quanto stabilito nell’articolo 20 di questo nuovo disegno di legge, i Comuni potrebbero intervenire anche sulle tasse dovute dai proprietari di case non utilizzate, prevedendo l’innalzamento delle aliquote dell’Imu sugli immobili individuati incompiuti o inutilizzati da più di cinque anni. Sempre per questi edifici, la Regione potrebbe decidere di aumentare l’Irpef dello 0,2%.

Articolo tratto da Immobiliare.it